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22/04/2013

Milano come New York grazie a Rotaie Verdi

Realizzare un parco lineare nella città di Milano, dove a fianco di verde pubblico a disposizione dei cittadini possa convivere una natura più selvaggia, libera di crescere, morire e trasformarsi liberamente. È questo l’ambizioso obiettivo di Rotaie Verdi, un progetto cofinanziato da Fondazione Cariplo e Rete Ferroviaria Italiana che vede coinvolti in partnership la Cooperativa Eliante, il Comune di Milano e WWF Italia.


LE ORIGINI DELL'IDEA

L’idea prende spunto da esperienze simili realizzate in altre grandi città del mondo come Parigi (la Promenade Plantèe), Londra (Oasi Urbane) e New York, dove nel 1999 è stato inaugurato The High Line, un parco pubblico costruito sfruttando una linea ferroviaria dismessa risalente agli anni ‘30. The High Line è stato concepito dalla comunità locale che voleva preservare un pezzo di storia newyorchese dalla demolizione; inaugurato nel 1999, oggi è uno dei parchi più frequentati dagli abitanti della Grande Mela e non solo.

 

IL LAVORO SUL CAMPO

Il partenariato di Rotaie Verdi sta realizzando uno studio di fattibilità per recuperare gli scali ferroviari di San Cristoforo e Porta Romana (in via di dismissione da parte del Comune di Milano) per farne i nodi di una rete ecologica che avrà come ramo principale le fasce di rispetto dei binari ferroviari in esercizio. Il progetto prevede innanzitutto una serie di monitoraggi (in corso) volti a verificare la quantità e la qualità della biodiversità presente in questa rete, mentre in futuro proverà a pianificare una rete ecologica urbana in grado di connettere le zone rurali a sud-ovest della città con quelle a est.

 

ROTAIE VERDI: PROSPETTIVE

Nella sua prospettiva di medio-lungo periodo, a fianco del corridoio ecologico dove i treni continueranno a correre ci saranno aree pienamente fruibili da tutti i cittadini ricavate negli scali dismessi, dove strutture che attualmente giacciono in stato di abbandono potrebbero essere riqualificate con criteri architettonici sostenibili per creare centri di aggregazione per la cittadinanza. Un progetto ambizioso che, dopo aver superato la prova dello studio di fattibilità, dovrà fare i conti con molti ostacoli e problemi di carattere soprattutto economico, ma che costituirebbe una vetrina eccezionale per la città di Milano proiettata verso EXPO 2015.