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03/12/2013

Diario dal Kenya: parte 2

La scorsa settimana è stata dedicata quasi interamente a un incontro con un gruppo di 20 informants di Marigat e Salabani (zona sud del lago Baringo) scelti dai ragazzi di Necofa per diversificare il profilo del gruppo. È stata un’esperienza molto interessante, oltre che formativa, per tutti noi. 

 

MAPPATURA PARTECIPATA CON LA COMUNITÁ LOCALE

L'obiettivo di mappare la biodiversità locale e gli hotspot principali attraverso le informazioni e l’esperienza della comunità è stato raggiunto con successo. Non è stato immediato capire quale fosse il modo migliore per dare una rappresentazione geografica all’enorme quantità di dati a conoscenza del gruppo, visto che molti di loro non avevano mai lavorato su una mappa in questo modo. Dopo mezza giornata, però, stavamo felicemente segnando numerini, punti e freccine di diversi colori mentre Paul, Maggy, Dickson, Rongai (i nostri informant) ci indicavano le aree dove le specie più rappresentative vengono solitamente osservate. 

Alla fine della giornata siamo riusciti a creare una bella mappa colorata, dalla quale scaturisce chiaramente un corridio ecologico molto interessante tra il Bogoria National Park e la riserva di Ruko, nella zona sudorientale del lago. Su questo risultato molto interessante stiamo focalizzando buona parte del lavoro di campo. Un lavoro simile è stato fatto con gli uccelli, anche se in questo caso abbiamo deciso di mappare direttamente i punti più interessanti della zona, visto che l’elenco di specie dell’avifauna locale è troppo abbondante per seguire un approccio monospecifico. Anche dopo la mappatura degli uccelli è emersa una carta con alcune zone, in particolare la Lake 94 (a sud di Baringo), che sembrerebbero essere interessanti da sfruttare in futuro in ottica di turismo e birdwatching. 

L’incontro non si è limitato a un lavoro di mappatura partecipativa delle specie presenti, ma ha rappresentato anche un’occasione di discussione e scambio di informazioni più generale sulla biodiversità e la sua importanza ecologica ed economica. Noi wazungu abbiamo parlato di biologia ed ecologia con un approccio più teorico e, speriamo, non troppo da “professoroni” occidentali, mentre i locali ci hanno fornito esempi concreti legati alla loro esperienza diretta. 

Alcuni di loro erano dei veri esperti, come Wilson e David, birdwatcher locali appassionati e brillantissimi, o Grace, erborista timida solo in apparenza, che hanno incantato gli ascolatatori (noi inclusi) con i loro racconti sugli uccelli e le piante medicinali locali. C’è stata anche una ‘visita scolastica’ allo Snake Park, che si è rivelata un’occasione concreta per osservare direttamente alcune specie di rettili studiate la mattina. Infine, l’ultima giorno, un film della BBC sulle lotte tra coccodrilli e altre specie della savana è stato alla base di una discussione su ecologia ed etologia del mondo animale, oltre che un bel modo di finire il workshop.

 

FOTO-TRAPPOLE

Mentre il nostro workshop andava avanti al meglio, le sei foto-trappole che abbiamo nascosto nel bush la scorsa settimana hanno fatto il loro lavoro. Il loro recupero è stato tutt’altro che semplice, visto che sono state necessarie diverse ore di camminata sotto il sole cocente e in mezzo a un bush fitto. Ma i risultati ottenuti hanno ripagato questa fatica; abbiamo immortalato zebre, iene (sia la spotted hyeana che la più rara striped hyaena), babbuini, facoceri, manguste, dik dik, oltre che altri soggetti non proprio rilevanti da un punto di vista faunistico quali motociclette, bambini e contadini esterrefatti nel vedere un oggetto mimetico attaccato all’albero vicino alla pozza! 

Oltre alle foto, le giornate in savana accompagnati dagli esperti locali ci hanno portato una serie di informazioni preziose grazie alle impronte, le feci e i racconti degli avvistamenti recenti, che hanno allungato la lista della specie che si trovano nella zona: impala, kudu, facoceri, bufali, leopardi, licaoni (!!) e anche leoni sembrano popolare questo bush. Un bel risultato, che speriamo potere confermare con testimonianze fotografiche quando ritireremo le altre foto-trappole alla fine della settimana. 

Comunque vada, c’è congruenza tra il risultato emerso dall’incontro e quello delle foto-trappole, per cui più ci si muove a est, più diventa facile incontrare le specie che popolano il corridoio già citato, dove l’impatto umano è praticamente nullo.

Questa sarà una settimana di lavoro sul campo, con tanto di camminate nel bush, birdwatching e accampamento in savana. Sarà utile sia a noi, per approfondire la nostra conoscenza del territorio, sia agli informant, che potranno farsi un’idea dei posti che abbiamo identificato e iniziare ad abituarsi al tour che potrebbero fare coi tanto attesi turisti in un futuro non troppo distante.